Il Croupier

Ho aspettato. Intanto di digerire la fine poco dignitosa di una stagione da cornuti e mazziati. Poi di capire quali sono le intenzioni della società Olimpia Milano: coach, dirigenza e giocatori. Il primo dei rebus è risolto e sembra in ottima maniera: Jasmin Repesa è un allenatore che non solo lavora in palestra, ma che sa gestire lo spogliatoio e le rotazioni oltre ad essere tecnicamente uno che sa, oltre ad essere un vincente, qui e in Europa. Il piede di partenza è quello giusto, almeno non facciamo passi… Non è un coach che si fa dominare dalle individiualità scomode di alcuni giocatori e questo, conoscendone il peso, è fondamentale. Gentile 999% dovrebbe rimanere come pietra centrale della nuova EA7, poi Cerella anche lui, sia per il biennale che per il fatto che i tifosi potrebbero dar fuoco al Forum se venisse venduto sarà ancora della squadra. Sugli altri poco si sa: transato sicuramente il biennale di James, si cerca di tenere Samuels, e poi mille voci. La più attendibile è quella di un'offerta a Gigi Datome, che si è preso un paio di settimane per valutare la cosa: più che altro se Boston lo rivuole… Altra stagione, altro regalo, altra formazione. Speriamo che Repesa mantenga quello che di buono ha prodotto questa stagione, cambiando solo quello che non ha funzionato.

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Redde Rationem

La Resa dei Conti. Le pagelle. Insomma: tirare le somme. Gli ultimi due anni sono la dimostrazione che budget o non budget, se non hai qualcuno capace di "fare" la squadra ( e qui intendo non i singoli giocatori ma il loro insieme) continui a non andare da nessuna parte. La stagione scorsa per alcune sliding doors, abbiamo vinto lo scudetto e sfiorato le Final Four, nonostante l'allenatore. Quest'anno si è palesata l'incapacità complessiva di amalgamare 12 giocatori di (teorica) prima fascia, oltre ad alcuni errori visibilissimi di mercato. Io poi sono un tifoso pollo, perchè mi lascio irretire da come mi ricordo i vari giocatori nel loro passato recente: e così mi sono entusiasmato alla firma di Shawn James, ai tempi del Maccabi vero killer delle aree, ora demotivata ombra (anche come peso fisico) di se stesso. Cantavo alleluja per l'arrivo di Kleiza, principe europeo (una volta) del tiro da tre, rivelatosi un Fotsis prepensionato con un discutibile gusto per le acconciature. Puffo Ragland, ottima combo per il campionato, ma non certo un play: pompatore di palloni se ce n'è uno, a livello europeo scompariva di fronte ai veri registi di ruolo. E già che siamo in argomento, parliamo dell'unico playmaker vero che avevamo in squadra, letteralmente costretto ad andarsene per inattività da panca, Meacham. Fisicamente forte, capace di reggere i contatti con i pari ruolo continentali, intelligente e all'occorrenza dotato di buon tiro sia da fuori che in area. Che fine ha fatto? Ha chiesto di essere ceduto perchè stanco di non essere utilizzato. Attenzione, non perchè non servisse, ma per scelta (o dimenticanza?) altrui… Poi Marshon Brooks, e qui parliamo di un giocatore veramente di livello superiore ma che ha pagato, come gli stranieri giovani di una volta, la traversata atlantica. Potrebbe essere importante tenerlo nella sua seconda stagione… Un rischio? Forse. Però ora sa dove si trova e se gestito bene potrebbe essere veramente un fattore. Cerella lo terrei fino all'età della pensione, non fosse per l'applicazione e la modestia con la quale fa il lavoro che gli si chiede, così come Moss. Purtroppo quest'ultimo sembra essere lui alla resa dei conti del suo fisico. Il suo tipo di gioco, molto dispendioso, quest'anno lo ha costretto a parecchie pause autogestite, dove ha comunque difeso come un matto, ma non è stato altrettanto efficace in attacco. Samardo Samuels? Che dire del miglior centro del campionato: senza un cambio vero alla fine si marca da solo perchè va in apnea e gli zompatori tipo Lawal gli saltano sopra. Se ben affiancato e se il suo cambio non viene dimentcato in panchina è un pivottone che può giocarsela anche in Europa. Gli Italiani? Li terrei tutti, anche se li manderei dallo psicologo per darsi una regolata: le qualità di Gentile, Hackett, Melli non si discutono, la continuità forse si. un pò come la pazienza di Gigli… In questa stagione ho girellato per social, blog, newsletter, stampa scritta e stampa online e ho letto di tutto e di più e la maggioranza delle opinioni converge sul fatto che Banchi, grande allenatore da palestra, non sia stato altrettanto fuori da questa. Ora, se la Società vorrà cambiare qualcosa (eufemismo), il primo probabilmente sarà lui, anchè perchè se vogliamo ricordare il detto popolare sul pesce e la puzza…

tutto storto...

Bravi loro, male noi. Avrei voglia di finirla qui questa nota, con quelle quattro parole. E non in tutta la partita: l'idea di rallentare i primi secondi di ogni azione di Sassari e costringerli a ragionare funzionava e ha funzionato… finchè è stata applicata. Poi, finalmente Banchi ha scoperto Cerella che gli ha risolto parecchi problemi sui piccoli del Banco, il guaio è stato togliere un Ragland in delirio di onnipotenza senza che l'ingresso di Hackett lo sostituisse degnamente. Poi Gentile, che aveva portato per mano la squadra sino a gara 7, è stato ininfluente e alla fine dannoso. In sintesi: abbiamo difeso molto bene, ma lo sport si chiama pallacanestro e la palla ci deve entrare nel canestro e se tu rifiuti i tiri non vai da nessuna parte… E' vero che Marshon Brooks nella seconda metà della partita ha scaldato la panchina e Kleiza lo fatto per tutto l'incontro. Elegar dimenticato in panca anche quando Samuels dava segni di apnea e Melli dopo l'uppercut di gomito di Dyson (un fallo di mento?) è rimasto in panca per un pò, troppo…Ora vediamo che succede: spero che qualcuno, per una volta, prenda le decisioni giuste.

Il Settimo Sigillo?

NIente di così drammatico come la partita a scacchi tra il Cavaliere e la Morte, ma l'intensità non è stata così lontana in gara 6… Una partenza con mani gelide e mannaie rotanti al punto che il primo canestro su entrata di Logan è stato fatto dopo 3'35" in cui il rumore più udibile era lo "steng" del pallone sul ferro e gli schiaffi che volavano sui contatti tra i giocatori. Un primo proseguimento sembrava affossare Milano con i giocatori del Banco a fare il bello e cattivo tempo sino ad arrivare ad un -14. Questa volta, toccato il fondo, invece di scavare abbiamo preso la spinta sufficente per riemergere e cominciare a menare le danze. Difesa dura, con i tempi giusti, un paio di zone che hanno spinto i sardi a forzare le conclusioni, le nostre che invece entravano e Capitan Gentile sugli scudi a guidare l'arrembaggio. I rampini agganciavano la nave sarda con un canestro su assist di Melli a Samardo Samuels. Da qui comiciava a girare Milano e ad andare in ansia Sassari, anche se per la fuga bisognava aspettare ancora un poco, il 29' minuto una sequenza Gentile-Samardo-Gentile- Brppks e ancora Samardo, con ciliegina di Moss e decorazione da 3 di Marshon Brooks e il +12 è bell'e confezionato. Un pò di su e giù ma non preoccupante e sopratutto sotto controllo sino ad arrivare al finale 67 a 74 con la sensazione che "A volte ritornano…" non sia solo un film horror ma magari il lieto fine sia dietro l'angolo…

settimo-sigillo

Era già previsto... o prevedibile

I segnali c'erano tutti sin dalla sconfitta in Eurolega con il Nizhny. D'altronde la sensazione che il 26° scudetto fosse stato vinto nonostante tutto e tutti e che l'ennesimo stravolgimento di mercato avesse tolto certezze anzichè consolidarle è convinzione di molti. Il solito discorso: se compri giocatori importanti, devi saperli anche gestire. Se gli schemi sono 2 o 3 e poi, se questi non vanno, uno contro cinque alla viva il parroco, tanto siamo bravi, non è una bella cosa… Questa è la finale anticipata e la stiamo perdendo, salvo 3 miracoli 3, non perchè non siamo in grado di vincere, ma perchè mal gestiti e con brutte sensazioni, ben visibili: crisi di nervi vaganti, vedi prima Gentile poi Hackett. Incapacità di convertire la tensione in energia positiva, giocatori che normalmente prendevano per mano le responsabilità tirando palloni pesantissimi che le rifiutano . I panchinari (che sarebbero nello starting five di qualsiasi altra squadra italiana) spiazzati da rotazioni poco comprensibili. Qui devo fare ammenda per aver insistito su Kleiza e James, due giocatori che nelle stagioni precedenti avevano spaccato in Europa e nei loro campionati e ora non sai se augurarti che se ne rimangano in panchina o sperare che tornino quelli di una volta. Ora o l'effetto ultima spiaggia compatta la squadra e si vende cara la pelle o andiamo incontro ad un periodaccio, buttando via l'ottimo lavoro di promozione fatto in queste ultime stagioni…

SQUADRASULLORLO

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